il “Borsino” dei vini sfusi italiani. Quanto valgono ad oggi?

il “Borsino” dei vini sfusi italiani. Quanto valgono ad oggi?

Ismea ha preparato il “borsino” degli sfusi italiani.

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I Numeri

Le temperature calorose di giugno e luglio hanno accelerato la maturazione delle uve.

Tanto da dover organizzare prima del solito la vendemmia, quindi preparando lo spazio necessario in cantina.

Anche ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) ha anticipato leggermente la pubblicazione del “borsino” dello sfuso.

Viene fotografato il valore del vino sfuso in tutta Italia, partendo dai prezzi alla produzione dell’ultima annata, senza iva calcolati su medie statistiche.

Analizzando in primis i vini rossi, il Barolo spunta lo stesso prezzo dell’anno scorso, cioè 820 euro al quintale.

Il Barbaresco acquisisce il 7,3% arrivando a 515 euro al quintale.

Il Nebbiolo d’Alba rimane invariato ai 285 euro al quintale.

Il Dolcetto, sia di Alba che di Diano, rimangono stabili a 150 euro al quintale.

Il Piemonte Barbera oscilla tra i 70 ed i 110 euro al quintale.

Il Barbera d’Asti oscilla tra i 100 ed i 150 euro al quintale.

Il Barbera d’Asti Superiore va tra i 150 ed i 250 euro al quintale.

Il Nizza arriva attorno ai 250 euro a quintale.

Il Ruchè è arrivato tra i 260 ed i 300 euro al quintale.

Meglio il Brunello di Montalcino che si assesta attorno ai 1000 euro al quintale.

Il Chianti Classico si assesta attorno ai 230 euro al quintale.

Ottimo il Bolgheri che, nonostante gli scambi marginali, arriva ai 500 euro al quintale. (+11% riferito agli anni precedenti).

Il Nobile di Montepulciano (annata 2014) osculla tra i 280 e i 350 euro al quintale.

L’Amarone annata 2013 si assesta tra i 850 e 950 euro al quintale, mentre l’annata 2014 è leggermente più basso, tra gli 800 e i 900 euro al quintale.

Il Valpolicella rimane stabile sugli 285 euro al quintale.

L’Etna invece ha acquisito ancor più valore arrivando a 150 euro al quintale (+11,1% sul 2016).

Rilevanti anche il Chianti, che arriva a 97,50 euro al quintale.

Il Lambrusco di Sorbara scende leggermente arrivando a 75 euro al quintale (-7,4%).

Il Montepulciano d’Abruzzo arriva a 73,75 euro al quintale (-4,1%).

Infine il Rosso Conero, conosciuto dai wine lovers che si assesta a 112,5 euro al quintale.

Analizzando invece i bianchi (escludendo l’Alto Adige per mancanza di dati) vediamo che i numeri sono leggermente diversi.

Il Gavi ha avuto una crescita del 10% sul 2016, arrivando a 275 euro al quintale.

Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene arriva a 270 euro a quintale, rimanendo invariato.

Il Prosecco DOC perde il 16,7% del valore assestandosi a 187,50 euro al quintale.

Il Pinot nero del Trentino è quotato a 235 euro al quintale.

Il Roero Arneis conferma le stesse quotazioni dell’anno precedente rimanendo a 170 euro al quintale.

Il Soave cala invece a 68,5 euro al quintale, come il Soave Classico che arriva a 92,5 euro al quintale.

Il Verdicchio di Jesi arriva a 85 euro al quintale.

Il Matelica invece arriva a 90 euro al quintale.

Il Marino guadagna posizioni arrivando ad un +12% con un prezzo di 70 euro al quintale.

In ultimo i Colli Albani e Frascati perdono rispettivamente il 12,6% e l’11,8% assestandosi a 45 euro al quintale il primo e a 75 euro al quintale il secondo.

il “Borsino” dei vini sfusi italiani. Quanto valgono ad oggi?ultima modifica: 2017-07-24T14:58:34+00:00 da redazione