Accessi, racconti, inviti e proposte pensate per loro danno a chi ti ha già scelto ragioni concrete per restare vicino alla tua cantina tutto l’anno.

Le persone che hanno già comprato il tuo vino sono quelle più vicine a riordinarlo.

Lo hanno assaggiato. Conoscono la tua cantina, magari hanno stretto la mano a chi lo produce. Il primo passo, farsi conoscere, è già fatto.

Prova a contarle. Quante persone incontra la tua cantina in un anno, tra visite, degustazioni, fiere, eventi e ordini online? Centinaia, forse migliaia.

E quante di loro, sei mesi dopo, ricevono da te qualcosa pensato davvero per loro?

In questo articolo ti accompagniamo passo per passo:

  1. come si perde un cliente che aveva già comprato;
  2. perché smette di aprire le tue mail;
  3. che cosa vale un cliente che torna;
  4. che cosa cercano le persone nel vino in abbonamento;
  5. come funziona un Wine Club, dalla relazione all’offerta;
  6. cinque azioni da cui partire già questa settimana.

Sei bottiglie ad aprile e tre mail di sconti: come si perde un cliente

Prendiamo un esempio.

Una coppia arriva da te un sabato di aprile. Fa il giro in vigna, assaggia tre vini in terrazza, ascolta come nasce il tuo rosso. Prima di ripartire compra sei bottiglie e lascia il suo indirizzo email.

A casa quelle bottiglie accompagnano un paio di cene con gli amici. Ogni volta qualcuno chiede dove le hanno prese, e loro raccontano la terrazza, la vigna, le persone che li hanno accolti.

Intanto dalla cantina arrivano tre mail.

A maggio: “Promo primavera: -10% sulla cassa da sei”.

A settembre: “Ultimi giorni per approfittare dell’offerta”.

A novembre: “Idee regalo per Natale, spedizione gratuita”.

Sono gli stessi messaggi che ricevono tutti gli iscritti, e somigliano a quelli di qualunque negozio online. Quel sabato in terrazza, nelle mail, è sparito.

Alla terza, la coppia smette di aprirle.

A dicembre il vino per le feste lo compra in enoteca. Il tuo rosso era piaciuto. Al momento di scegliere, però, il tuo nome era ormai lontano.

Perché chi ha già comprato smette di aprire le tue mail

Per capire dove si è rotto qualcosa servono «le 3 fasi essenziali della crescita commerciale di una cantina vinicola».

La prima è questa.

Fase 1 · Farsi scoprire da appassionati. «La cantina deve creare svariati punti di contatto con nuove persone.»

Nell’esempio la cantina l’ha fatta bene: una visita, una degustazione, un acquisto, un indirizzo email lasciato volentieri.

Il percorso si interrompe nella seconda.

Fase 2 · Trasformare contatti in relazioni. «Dopo essere entrati in contatto con queste persone, va mantenuta la relazione.»

Ecco come si spegne, un passaggio alla volta:

incontro → interesse → messaggi rari, uguali per tutti o solo offerte → mail ignorate → cantina dimenticata

Preso da solo, ogni passaggio sembra ragionevole. Un’offerta in primavera, una a Natale, lo stesso testo per tutti per risparmiare tempo. Uno dopo l’altro, però, insegnano a chi ti aveva scelto che i tuoi messaggi parlano a qualcun altro.

Come si spegne una relazione: incontro, interesse, messaggi rari, uguali per tutti o solo offerte, mail ignorate, cantina dimenticata

Pensa alle aspettative con cui le persone aprono una mail oggi. Amazon, Apple, Starbucks le hanno abituate a esperienze semplici, riconoscibili e personali.

È un’analogia, ma aiuta a capire che cosa cerca chi apre la mail della tua cantina.

Che cosa vale un cliente che torna, e da dove riparti per sostituirlo

Quando un iscritto smette di aprire le tue mail, tutto resta silenzioso. Nessuno si cancella, nessuno si lamenta: la persona compra altrove.

Con lei se ne va tutto ciò che poteva ancora fare. Riordinare il vino che ha assaggiato. Tornare in cantina con amici o familiari. Fare il tuo nome quando qualcuno le chiede un consiglio.

Era una persona già entrata nel tuo mondo. Per sostituirla, da dove riparti?

Dalla Fase 1: trovare qualcuno di nuovo, farti scoprire, farti assaggiare, farti scegliere.

Un cliente che torna riparte da dove vi eravate lasciati.

Che cosa cercano le persone nel vino in abbonamento

La spedizione periodica di bottiglie è una delle forme che un Wine Club può prendere, ed è un mercato in crescita. Uno studio di Future Market Insights, ripreso da WineNews nel gennaio 2026, stima che nel 2025 il vino in abbonamento valesse nel mondo 12,4 miliardi di dollari. Per il 2035 prevede 31,4 miliardi.

Per una cantina il dato più utile è il motivo della crescita.

Secondo lo studio, come riporta WineNews, le persone cercano «esperienze enologiche pre-curate, pratiche e personalizzate». Tra i freni lo studio elenca le norme sulle spedizioni, la concorrenza dei rivenditori, la logistica e anche la «stanchezza» da abbonamento.

Lo studio lascia aperta l’origine di quella stanchezza. Per una cantina, però, i due punti indicano una direzione chiara: proposte pensate per le persone, con una frequenza equilibrata.

Come funziona un Wine Club: prima la relazione, poi le offerte

Il principio sta nell’ordine delle fasi. La terza arriva dopo la seconda.

Fase 3 · Monetizzare la relazione. «Una volta creata la relazione con queste persone, bisogna proporre loro delle offerte.»

Nell’esempio la cantina è passata dal primo incontro direttamente alle offerte. Ha saltato la fase che avrebbe dato senso a quelle offerte.

Una dopo l’altra, le tre fasi disegnano il percorso completo, dal primo incontro al riordino.

Le 3 fasi essenziali della crescita commerciale di una cantina vinicola: farsi scoprire da appassionati, trasformare contatti in relazioni, monetizzare la relazione

Nello schema il Wine Club sta nella terza fase, tra i modi per proporre offerte. Per funzionare, però, si appoggia sulla seconda.

Per la coppia dell’esempio avrebbe voluto dire restare dentro il mondo della cantina anche da casa. Qualche notizia dalla vigna, la possibilità di prenotare per primi, un invito, e ogni tanto una cassa scelta per loro. Il racconto tiene viva la relazione. La proposta la trasforma in un riordino.

Contano soprattutto tre cose: che ogni messaggio abbia senso per chi lo riceve, che arrivi con il ritmo giusto, che parta dalla persona e da ciò che ha vissuto con te.

Chi ti ha conosciuto in cantina ha passato una giornata da te. Chi ti ha incontrato in fiera ha assaggiato al banco. Chi ha comprato online conosce soprattutto le tue bottiglie. Ognuno merita messaggi coerenti con il modo in cui ti ha conosciuto.

Ogni invio, poi, porta una ragione concreta per restare:

Torna alla coppia. A maggio il racconto della fioritura in vigna, a settembre l’invito alla vendemmia. A novembre la proposta di Natale sarebbe arrivata da una cantina ancora viva nei loro ricordi.

Cinque azioni per avviare il tuo Wine Club

Da dove cominciare, già questa settimana?

  1. Elenca i tuoi punti di contatto. Fiere, visite, eventi, sito, e-commerce. Accanto a ciascuno scrivi se oggi raccogli il contatto, e dove finisce.
  2. Rileggi le ultime cinque comunicazioni. Conta quante raccontavano qualcosa, invitavano o davano un accesso, e quante proponevano solo uno sconto.
  3. Dividi gli iscritti in base a come ti hanno conosciuto. Visita, fiera, acquisto online: tre gruppi bastano per cominciare.
  4. Costruisci un calendario in ordine. Prima racconti e inviti, poi la proposta, con una frequenza regolare che riesci a sostenere mese dopo mese.
  5. Prepara un primo accesso riservato per chi ha già comprato: un’anteprima della nuova annata, una degustazione su prenotazione, un invito alla vendemmia.

Il prossimo passo

Chi ha già comprato il tuo vino ti ha detto di sì una volta. Ogni racconto, invito e proposta pensata per lui è un’occasione in più perché lo dica di nuovo.

Copertina della Guida al Wine Club

Nella Guida al Wine Club, gratuita, trovi come dare alle persone un motivo per aderire al tuo club, uno per restare e uno per tornare.


Fonti

Scritto da…

Simone Ingrassia

Simone Ingrassia è sommelier diplomato AIS e WSET Level 3, e co-fondatore di Winefor, il sistema di marketing e vendite pensato per le cantine vitivinicole che le aiuta a trasformare ogni persona che incontra i loro vini in un cliente che torna.